Il problema dell’anima pt.2

Simone D'Aurelio

(4 min lettura)

(link parte 1)

A questo punto appare chiaro che il nostro fisico, e le nostre azioni sono parte integrante della nostra anima, con esso possiamo amare, odiare, curare, con esso ci sforziamo di lottare, proviamo emozioni che lo travolgono, e lo coinvolgono. La ricerca di giustizia, di trascendenza, la sete millenaria di Dio però non è solo un’esigenza di atomi, o un semplice rifugio psicologico dei perdenti, o una sovrastruttura utopistica dell’ordine dei dominati come voleva Marx, nessun filosofo, nessun metafisico, nessuno psicologo e nessun ateo ha provato in modo sostenibile tutto questo. Il vedere un collegamento tra il fisico e lo spirito, che il nostro agire in modo orrendo col fisico, corrompe il nostro spirito, la nostra coscienza, i nostri sentimenti, è dedotto dalla tradizione teologica, metafisica, ed antropologica ebraica. Ed è qualcosa di razionale di fronte al reale, gli uomini violentissimi, i massacratori, i sadici e sanguinari torturatori, vengono definiti spesso “bestie” perchè perdono la loro empatia, la loro coscienza si offusca, il loro sentimento di prevaricazione si fonde con la loro violenza fisica. In tutto ciò il mondo ebraico vede tramite la legge e i profeti che anche la sessualità se ben orientata, e incanalata non è mal concepita, anzi viene ritenuta più che positiva, e necessaria oltre che lecita. Ciò che non è chiaro invece è che quando il godere, il sesso, o la realtà fisica, diventano l’archè della nostra vita, o quando la sessualità è mal direzionata e interpretata, nè diventiamo schiavi, argomento del tutto nascosto nei nostri giorni di disperato post-modernismo. In tutto ciò a molti viene sicuramente in mente il testo paolino che distingue <<anima>> e <<corpo>>,ma quella di Paolo, è un’analisi tra l’ordine “terreno” e quello “soprannaturale”. Ciò che viene visto dal mondo giudaico-cristiano è che la purificazione non è nell’esaltare il solo fisico, e neanche liberarsi di esso perchè “colpevole”, quando in realtà merito e colpa sono frutto delle nostre scelte fisiche,mentali e spirituali, e queste tradizioni fuggono anche dai miti della caduta, dell’eterno ritorno, da una teologia dell’assorbimento nel divino, o in un’eterno tornare ciclicamente al turno di partenza. Non vi è una concezione teologica circolare, nel mondo cristiano ed ebraico, il “corpo” e l’anima dell’uomo non hanno avuto separazioni o vite precedenti e trasmigrazioni in varie epoche. Non vi è il peccato o l’opera di carità fatta con il solo corpo, o con la sola anima, la distinzione tra creato e creatore, consente di arrivare a una teologia razionale di fronte alla realtà. Capire che Dio non è fuso con l’uomo, staccarsi dall’eterno ritorno, consente razionalmente di dare vita alla concezione di libero arbitrio, a una concezione di bene e male plausibile, e consente anche di capire come l’anima non è staccata, esterna, e che allo stesso tempo vive con il nostro fisico creando il corpo, ma non si annienta con la morte di quest’ultimo. E’ da notare come la personalità, il carattere, il nostro cuore, i nostri ricordi, la nostra coscienza, il nostro modo di essere, continua a vivere, in questo sistema nonostante il nostro corpo si rinnova di giorno in giorno, il vivente vi è mentre ogni parte di se viene totalmente rinnovata ad ogni istante, è questa struttura, per come è composta, non si spiega nella sola materia. Il principio di informazione e organizzazione sopravvive, nonostante il passare degli anni: “Questa struttura di cui parlano i biologi, in realtà è relativamente indipendente dai materiali integrati, poichè sussiste dopo che essi sono cambiati. Presso un uomo di 80 anni, nessuno degli atomi che si trovavano in lui dieci anni prima, ha più la probabilità di trovarsi ancora nel suo organismo. E tuttavia è lo stesso uomo,e lo sa. Il soggetto è rimasto. […] Ciò che sussiste, ciò che permane non è dunque in sè per sè qualcosa di materiale, di fisico, nel senso moderno che ha la parola <<fisico>>. Ciò che è più sostanziale nella circostanza, non è fisico. Ciò che è sostanziale e soggetto non è materiale.” (Claude Tresmontant, Il problema dell’anima, pag. 176-177, edizioni Paoline, 1972). E’ da notare come l’anima è una struttura unica, non replicabile dall’uomo, essa assimila, si sviluppa, è orientata in funzione di una legge inscritta in sè, sceglie degli elementi che prende ed elimina. La struttura artificiale, invece, creata dall’uomo è esterna al “fisico” o al “corpo” stesso, il piano di organizzazione di sviluppo, e di orientamento di una casa si trova nelle tavole del progettista, non nella stessa struttura, inoltre gli elementi non vengono assimilati ed esclusi, come avviene con l’uomo, nella struttura umana infatti c’è un rapporto di modellamento tra esterno e interno, a livello biologico, psicologico e spirituale, tra scelte, ambiente, ed esperienze,mentre nelle strutture artificiali, di nostra mano c’è solo sovrapposizione o ammassamento. Anche i robot, sono progettati, tramite gli ingegneri, e il loro stesso “imparare” viene programmato, non possono darsi vita, coscienza, emozione, possono solo “reagire” per ciò che ricevono, ma la stessa modellazione intelligente, è frutto di una scelta predeterminata, non biologica ed automatica fin dal concepimento, c’è bisogno di importare nei circuiti il progetto. La struttura artificiale non reagisce “internamente”, e non ha quell’informazione che la modella dentro, in grado di interagire e creare a sua volta interazione (se escludiamo robot apprendisti di vario tipo, ma anche qui parliamo di interazioni programmate o condizionate solo da stimolo esterno,che a sua volta annulla qualsiasi vera interazione interiore e spontanea). Si può obiettare a questo che l’uomo è il risultato psicologico di esclusivi stimoli esterni, e in questo caso, ogni singolo uomo è solo il risultato della massa, ma questo al momento non è dimostrato anzi, sembra del tutto improbabile, ci sono uomini che escono fuori dall’influenza della massa, che seguono il loro cuore, o una voce interiore. Da parte mia penso che l’uomo sia influenzato dall’ambiente e lo influenza a vicenda, ed è in parte il prodotto dell’ambiente ma non è solo l’ambiente.

(link parte 3)

Foto di Vovan Gord da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/vista-del-primo-piano-del-volto-di-una-donna-3861592/

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