Le metafisiche dell’unico essere e i loro problemi pt.2

Simone D'Aurelio

(3 min. lettura)

(link articolo parte 1)

3 L’umanità

L’umanità rappresentata da questo principio metafisico seguendo questa scala è una delle tante contraddizioni tra le molteplici, infatti gli uomini o nell’ateismo sono puri animali, pura materia, inspiegata e insolubile, la cui organizzazione e informazione di questa materia non viene spiegata, oppure tutta l’umanità rimane un mistero con tutta la sua trascendenza, la sua coscienza, e soprattutto con tutto il suo essere. Ma anche se si vuole mettere tutto sul solo piano fisico, lo stesso l’umanità rimane qualcosa di contraddittorio nelle contraddizioni, perché la scienza mostra che la sola materia, le sole nubi, il solo brodo primordiale non riescono a spiegare la vita, non riescono a spiegare gli uomini. La sola carne, il solo sangue, la sola biologia, non riesce da sé a spiegare tutto l’uomo. Inoltre la stessa materia primordiale non riesce a rendere conto di se stessa, e di tutti questi processi dobbiamo dare per forza alla natura un compito divino, quello di assegnare, di fare tutto, di creare, di mettersi al posto di Dio, una sua sostituzione, ma la natura scientificamente parlando non mostra di creare dal nulla. Ciò che vi è, viene trasmesso, non emerge dal nulla. Ma di nuovo il principio del minore che spiega il maggiore riguarda anche l’umanità.

L’umanità per il panteismo è solo l’ennesima contraddizione tra le contraddizioni, perché il divino si suddivide in miliardi e miliardi di persone, e in centinaia di miliardi di esseri viventi e cose, o una parte di sé si divide in essi.

L’umanità non è pienamente se stessa quindi è parte di altro, è mischiata con altro.

4 La natura umana

La natura umana viene concepita in termini diversi: o essa è vista in modo materialistico, e quindi essa è composta di sola sopravvivenza, ogni cosa che vi è nell’uomo fa parte di un processo biologico e psicologico, qualsiasi atteggiamento rientra in una parte che è del suo essere animale; oppure viene concepita come frammento del divino, essa è caduta da una divinità ed è quindi smemorata, e nonostante la sua testa non ricorda essa è caduta. Abbiamo anche una contraddizione grande, perché nel panteismo il male rimane inspiegabile. Perché in questo caso a questa divinità dobbiamo assegnare anche le più atroci torture mai avvenute, l’assoluto o gli assoluti sono complici di tutte le più grandi tragedie avvenute al mondo. Come in tutti i casi, panteismo ed ateismo sono due estremi che non riescono a trovare una spiegazione razionale dati i loro presupposti metafisici. Inoltre nell’ateismo non si spiega la millenaria tensione metafisica dell’uomo, i miliardi di religiosi che hanno creduto in un altro Essere che non era il mondo o l’universo.

5 Il destino dell’uomo

Il destino per l’uomo in entrambi i casi rimane una beffa tra le beffe. Per l’ateismo tutto finisce con la morte, ogni cosa viene assorbita per sempre, vivere bene o vivere male rimane una condizione soggettiva, in fondo però tutto finisce per sempre, ogni scelta, ogni sforzo… della persona non rimane nulla. Per il panteismo tutto viene riassorbito, tutto fa parte della divinità, tutto fa parte dell’uno. Quindi nel bene o nel male, le nostre scelte, i nostri sforzi, e qualsiasi altra azione viene poi immersa nel tutto. Che sia una lenta salita e ridiscesa, un purgatorio di vite, il principio è lo stesso, tutto torna all’uno, a ciò che è gia preesistito, l’uomo in fondo non ha senso, se non soggettivamente. Il suo destino è segnato da un lato con l’eterna separazione, dall’altro con l’eterno assorbimento. In entrambi i casi non vi è logica e nemmeno giustizia, tutto sarà prima o poi assorbito o tolto per sempre. Questa cosa non garantisce neanche la vera libertà, nel panteismo l’uomo non è libero di scolpire la sua identità, in fondo verrà riassorbito.

(link articolo parte 3)

Foto di EKATERINA BOLOVTSOVA: https://www.pexels.com/it-it/foto/fuoco-candela-fiamma-cristalli-6766279/

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