La Chiesa e le sue difficoltà contemporanee

Simone D'Aurelio

E’ inutile nasconderlo, la Chiesa nei suoi ultimi tempi è avvolta nell’apostasia e in una dimensione sempre più antropologica che la sta portando verso un fortissimo declino. Non stupisce vedere che i sacerdoti predicano tutto il contrario di tutto e sono nella totale confusione: dalle incertezze dottrinali a quelle di ordine escatologico, dalle ambiguità pastorali a quelle ermeneutiche, il quadro nell’ambiente dei chierici diventa sempre più difficoltoso. Non manca il disagio e la crescente diserzione dei fedeli, sempre più persone ormai abbandonano il cattolicesimo di fronte ai vari scandali,spesso collegati alla lussuria e alla ricchezza, come resta alto lo sgomento di fronte a dei preti che predicano tutto ciò che è comodo al mondo, piegandosi in base alle tendenze imposte dall’ordine dominante, i “falsi profeti” infatti sono ben accetti da tutti perchè predicano ciò che ognuno vuole sentire, dagli slogan neoliberali a quelli consumistici. In questo marasma di caos e di sgomento la fede cattolica diventa sempre più un’avventura piatta, orizzontale, che cerca di accontentare ogni persona e la cui “pretesa” resta quella di accompagnare il mondo con i suoi leitmotiv in base al tempo e alle mode del momento, senza mai riuscire ad avere una funzione trascendente. La crisi della chiesa modernista è presente un pò ovunque, dall’abbandono della lingua senza tempo, fino al rito che si avvicina al mondo protestante, per non dimenticare i gesti esterni: non trascuriamo come qualche altro prelato si è tolto la croce nei funerali di Napoletano, e Francesco restava con le mani giunte pur di “non scandalizzare” gli atei. L’abbattimento del sacro proviene però anche da ulteriori fonti: dall’Eucarestia data in mano stile patatine fino all’abolizione degli inchini, dalla religione che si riforma per il covid fino a una strana apertura verso le coppie di divorziati-risposati, dall’inclusione che benedice i sodomiti fino ai dialoghi con la massoneria e chi più ne ha ne metta, si accorciano le processioni e si riscrivono le vite dei santi tramite delle encicliche che hanno un sapore ecumenico, e di fronte a tutto questo ci restano solo degli amari risultati: non ci sono più preti, non ci sono più fedeli, non c’è più nessuna classe intellettuale, mancano anche i grandi gesti densi di significato che avevano caratterizzato tutto il mondo cristiano, ed è sempre più assente la vita comunitaria dei cattolici. Tutte le istituzioni che girano intorno alla Chiesa inoltre si fanno sempre più piatte e insipide creando una sorta di solidarietà umanistica a cui è stata tolta la fede, sullo sfondo quindi non rimane che il sapore di una caritas semi-istituzionalizzata utile per l’individuo che vuole apparire virtuoso o per le aziende che vogliono avere degli sgravi fiscali o dei benefici per l’immagine pubblica.

Questa però non è una sconfitta, di fronte a un pontificato davvero disastroso, le promesse di Cristo, vero Dio e vero uomo sono indelebili e scalfite nell’eternità, se la Chiesa sembra a tutti morta, prima o poi si rialzerà, dopo aver toccato il fondo abissale deve rialzarsi. Ciò che resta paradossale è vedere come gli istituti tradizionali, a distanza di oltre 60 anni dal cambio di rotta della Chiesa restano un corpo solido, che predica in modo continuativo le stesse cose dei nostri padri, in linea con la tradizione. C’è un filo rosso che collega la Chiesa degli albori fino ai tradizionalisti di oggi, che combattono l’istituzione da “dentro” nonostante sono trattati da intrusi. Senza toccare il discorso del papa, che è diventato il cavallo di battaglia di qualche prete ossessionato, resta encomiabile l’impegno di tanti presbiteri che soffrono e pregano nel nascondimento, che respingono encicliche imbarazzanti, o che prendono le distanze da affermazioni che negano l’intera storia della teodicea e ribadiscono le verità della fede. Resta interessante da esaminare un altro dato: dove c’è il tradizionalismo c’è fermento di vocazioni e vi è spesso un gruppo di fedeli che è molto colto.

Un’ultima cosa va osservata verso la parte esterna di questo declino, infatti il potere, il commercio, le relazioni, gli obiettivi individuali e collettivi non sono più filtrati dalla giurisdizione della Chiesa, che anziché portare avanti il carisma e le potenzialità dell’umanità resta totalmente distrutta e calpestata da tutti. In sostanza viene usata solo quando il Papa o il tal prete dice qualcosa che risulta comodo all’ordine ideologico. Un mondo che ha messo la Chiesa da parte però è allo stesso tempo un mondo mediato solo dal commercio, dal potere auto-legittimato e dall’avidità umana, non a caso questa è l’era delle guerre, degli infelici, degli uomini tristi, della solitudine, e della fine dei progetti. L’era della Passione della Chiesa, e dell’umanità intera.

Foto di Robert Stokoe da Pexels: https://www.pexels.com/it-it/foto/cattedrale-di-cemento-marrone-1173794/

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